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Psicosi

Psicosi

Il termine “psicosi” è usato per indicare determinati sintomi psichiatrici. Non è un termine particolarmente utile poiché si riferisce ai sintomi piuttosto che ad una diagnosi specifica ed include molte patologie che hanno poco in comune tra loro, come la schizofrenia, il disturbo bipolare, i disturbi schizoaffettivi, le bouffée deliranti, la depressione e la demenza. Anche l’uso di droghe o alcool, alcune malattie neurologiche o traumi cerebrali possono causare un episodio psicotico.

 La psicosi è una condizione clinica in cui una persona ha un contatto con la realtà differente rispetto alla maggior parte della gente.

La psicosi può manifestare in diversi modi, ad esempio può accadere di:

   percepire cose che non sono realmente in quel luogo (allucinazioni)

   avere esperienze e credenze che non sono reali (deliri)

Avere problemi nel pensare chiaramente (ad esempio perdere il filo del discorso, fare fatica ad ascoltare una conversazione o a leggere il giornale, avere l’impressione che i pensieri siano inseriti dall’esterno, o che possano essere uditi da tutti, o addirittura pensare che siano stati sottratti).

Sintomatologia

I sintomi psicotici sono ascrivibili a disturbi di forma del pensiero, disturbi di contenuto del pensiero, e disturbi della sensopercezione. Si distinguono anche in “positivi”, caratterizzati da espansione della percezione e della sensazione (deliri, allucinazioni, ecc.), e “negativi”, caratterizzati da introiezione ed iporeattività (sintomi autistici, catatonia, isolamento, ecc.).

Disturbi di forma del pensiero: alterazioni del flusso ideativo fino all'”insalata di parole” ed all’incoerenza; alterazioni dei nessi associativi, come la paralogia, la tangenzialità, le risposte di traverso, i salti di palo in frasca;

Disturbi di contenuto del pensiero: ideazione prevalente delirante (deliri, spunti interpretativi);

Disturbi della sensopercezione: dispercezioni ed allucinazioni uditive (a carattere imperativo, commentante, denigratorio o teleologico), visive, olfattive, tattili, cenestesiche, gnesiche.

Di queste tre categorie di sintomi, il disturbo del contenuto del pensiero (delirio) è quello caratterizzante tutti i quadri psicotici; infatti nei disturbi psicotici dell’umore le allucinazioni possono essere assenti, così come nel disturbo delirante cronico (Paranoia) non si osservano evidenti disturbi della forma del pensiero.

Tali sintomi possono presentarsi sotto forma di episodi in diverse altre condizioni:

– in corso di disturbi mentali organici secondari a malattie internistiche o neurologiche (ad es., Lupus Eritematoso Sistemico, Endocrinopatie, Uremia, Porfiria, Sindrome di Wilson, Corea di Huntington, lesioni del lobo temporale e parietale, Epilessia)

– in corso di abuso di sostanze come alcol, anfetamina, cocaina, e allucinogeni, o di Delirium

– in corso di disturbi cognitivi correlati alla demenza

– in corso di gravi disturbi dell’umore

– in corso di quadri psicotici Depressivi e in gravi forme di Depressione Bipolare

– in corso di quadri psicotici schizofrenici

– in corso di quadri psicotici schizoaffettivi

– in caso di psicosi acute (schizofreniformi, reattive brevi, cicloidi, puerperali, ecc.)

– in corso di disturbi deliranti (di tipo paranoide)

– in corso di disturbi di personalità

Segni e sintomi precoci

Cambiamenti Comportamentali

Scarsa cura dell’igiene personale, agitazione, comportamento autolesivo (tagliarsi, farsi bruciature, etc.), iperattività o inattività (o un’alternanza delle due), assunzione di strane posizioni del corpo, comportamenti bizzarri, abuso di droga o di alcool, senso di accelerazione per diversi giorni di seguito, gravi disturbi del sonno.

Cambiamenti del Pensiero e della Percezione

False credenze religiose, sensazione che le cose intorno non siano più le stesse, accelerazione ed aumento del flusso del linguaggio, tale che gli altri hanno difficoltà ad interrompere il discorso, riduzione dell’eloquio, problemi di memoria, aumentata distraibilità, difficoltà a concentrarsi, pensare di avere poteri particolari, allucinazioni.

Cambiamenti Sociali

Riduzione dei rapporti sociali, riduzione di tutte le attività praticate, timore di toccare persone o oggetti, paura della gente, sospettosità, isolamento.

Cambiamenti Emotivi

Incapacità a piangere o ad esprimere gioia, sentirsi eccessivamente agitato o irritabile, emozioni non adeguate alla situazione o al pensiero, calo della motivazione.

Schizofrenia

La schizofrenia è una patologia mentale che interferisce con la capacità della persona di distinguere ciò che è reale da ciò che non lo è, di pensare in modo chiaro, di dare dei giudizi, di comunicare e di gestire le emozioni.

I disturbi schizofrenici sono caratterizzati da alterazioni della percezione e del pensiero, e da affettività inappropriata o appiattita.

I pensieri più intimi, i sentimenti e le azioni sono spesso vissuti come condivisi o conosciuti dalle altre persone e si possono sviluppare dei deliri secondari in cui forze naturali o sovrannaturali sono ritenute essere in azione per influenzare le azioni ed i pensieri del soggetto in modo spesso bizzarro.

Le allucinazioni, specialmente uditive, sono comuni: la persona può sentire delle voci che commentano il proprio comportamento ed i propri pensieri. La percezione può essere disturbata anche in altri modi: i colori, gli odori o i suoni possono sembrare oltremodo vividi o alterati qualitativamente.

Nello stadio iniziale l’individuo può essere disorientato e spesso credere che le situazioni di tutti i giorni possiedano un significato speciale, solitamente sinistro, e diretto alla propria persona.

L’esordio può essere acuto, con comportamento gravemente disturbato oppure può essere insidioso, con uno sviluppo graduale di idee ed atteggiamenti bizzarri.

 Il decorso della patologia è estremamente variabile e non conduce inevitabilmente alla cronicità ed al deterioramento. In una percentuale di casi, che può variare nelle diverse culture e popolazioni, l’esito è rappresentato dal completo, o quasi completo, recupero.

Sintomi positivi

I deliri sono pensieri di cui le persone sono fermamente convinte a dispetto di qualunque evidenza del contrario. Le persone deliranti possono credere di essere perseguitate, di avere poteri particolari o possedere talenti speciali, oppure possono credere che i loro pensieri e le loro azioni siano controllati da forze esterne e quindi possono agire in modo strano a causa della presenza di queste convinzioni.

Le allucinazioni sono delle percezioni immaginarie, quelle più comuni sono di tipo uditivo: la persona sente delle voci immaginarie che danno, alla persona che le sente, comandi o fanno commenti sulla persona stessa, oppure parlano tra di loro. Vi possono essere disturbi del pensiero che sono resi evidenti da ciò che le persone dicono e da come lo dicono. Il discorso può essere difficile da seguire perché salta da un argomento all’altro senza un chiaro nesso logico. Nei casi gravi, il discorso può essere così strano e senza significato che è praticamente impossibile da capire. Alcune persone affette da schizofrenia si comportano in modo strano (ad es. si spogliano in pubblico). Possono fare gesti strani, avere espressioni facciali particolari, fare smorfie o assumere strane posizioni con il corpo senza apparente motivo.I sintomi positivi sono relativamente facili da riconoscere. Comunque, la presenza di allucinazioni o deliri non è necessariamente indice di schizofrenia. Questi stessi sintomi possono essere presenti nelle persone che abusano di alcool o di droghe o che soffrono di depressione grave, mania, danni cerebrali o altre malattie mediche.

Sintomi negativi

Le persone che soffrono di schizofrenia sembrano spesso emotivamente strane, ad esempio possono non essere in grado di mostrare le emozioni con i gesti o cambiando l’espressione del viso ed il tono della voce, possono non avere alcuna reazione emotiva ad eventi tristi o felici oppure possono reagire in maniera non appropriata.La schizofrenia può ridurre le motivazioni della persona, interferendo con la sua capacità lavorativa e la partecipazione alle attività ricreative. Queste persone sembrano essere disinteressate alle attività quotidiane, come ad esempio pulire la casa e cucinare, o nei casi estremi, non curare l’igiene personale e l’alimentazione.

Possono, inoltre, esserci difficoltà a fare e mantenere delle amicizie o conoscenze e delle relazioni sentimentali. I rapporti con gli altri possono essere superficiali, nei casi estremi la persona può evitare in maniera attiva tutti i rapporti sociali.

I sintomi negativi della schizofrenia sono spesso interpretati dagli altri come un segno di pigrizia o come un comportamento rivolto ad infastidire gli altri, piuttosto che come una parte della malattia.

Spesso la sintomatologia negativa, in assenza di quella positiva, viene trascurata, ma le persone che presentano solo sintomi negativi hanno ugualmente bisogno di aiuto. Diversamente dai sintomi positivi, i sintomi negativi sono alterazioni più subdole che spesso non sono riconosciute come sintomi della malattia. è spesso difficile dire se i sintomi negativi fanno parte della schizofrenia in sé o sono il risultato di altri problemi. La capacità della persona di lavorare, interagire con gli altri e prendersi cura di sé durante le fasi di remissione dei sintomi positivi, dipende in gran parte dalla gravità dei sintomi negativi residui.

Importanza dell’intervento precoce

L’esordio di una psicosi può essere brusco, ma tipicamente è preceduto da cambiamenti nel modo di comportarsi delle persone che possono durare settimane, mesi o persino anni.

I familiari e gli amici, solitamente, hanno una vaga consapevolezza che il comportamento dei loro cari è diventato strano o che la persona non sembra più la stessa. Il numero, la durata e la gravità dei segni precoci differiscono da persona a persona. è importante valutare se questi comportamenti interferiscono con la capacità dell’individuo di svolgere le sue attività a casa, a scuola, al lavoro e nel tempo libero.

Attualmente gli interventi sono efficaci e, nella maggior parte dei casi, le persone hanno la possibilità di tornare a una vita normale. La diagnosi ed il trattamento precoce sono necessari per un esito favorevole del disturbo, al contrario, quanto più è lungo il periodo in cui la malattia non viene trattata, tanto più è difficile ottenere risultati positivi e più grande è la probabilità di ricaduta.

 Purtroppo, gli studi indicano che l’intervallo tra i primi segni della malattia ed il trattamento è, in media, di circa tre anni per la schizofrenia e di circa un anno per le psicosi acute.

Poiché ignorare i segni precoci di psicosi e quindi ritardare il trattamento, può essere un danno, è importante adottare interventi mirati a far si che le psicosi siano riconosciute il più presto possibile.

Trattamenti

Lo sviluppo di una vasta gamma di farmaci e di interventi psicosociali ha enormemente migliorato l’esito della schizofrenia. Gli antipsicotici possono aiutare a controllare i sintomi della malattia, ma possono contemporaneamente indurre gravi effetti collaterali. Attualmente si stanno cercando terapie più sicure ed efficaci. Gli interventi psicosociali possono aiutare i pazienti e le loro famiglie a gestire la malattia in modo più efficace, a ridurre le disfunzioni sociali e favorire la reintegrazione delle persone affette da questa malattia.

Tra i principali componenti per il trattamento della schizofrenia vi sono:

Farmaci per alleviare i sintomi e prevenire le ricadute

Interventi di riabilitazione per aiutare i pazienti a reintegrarsi nella comunità ed acquisire abilità sociali e lavorative

Intervento farmacologico

I farmaci utilizzati attualmente per trattare la schizofrenia vengono divisi in due gruppi: Antipsicotici tipici (chiamati anche neurolettici) e nuovi antipsicotici (chiamati anche antipsicotici atipici). Gli antipsicotici tipici sono stati introdotti nella pratica clinica fra l’inizio e la metà degli anni ’50. Questi farmaci si sono dimostrati utili nel ridurre, e alcune volte eliminare, i sintomi positivi della schizofrenia come disturbi del pensiero, allucinazioni e deliri. Sfortunatamente non sembrano così efficaci nel ridurre i sintomi negativi come l’apatia, il ritiro sociale e la povertà dell’eloquio. Se questi farmaci sono assunti costantemente, possono anche ridurre il rischio di ricadute. L’introduzione di farmaci antipsicotici efficaci ha reso possibile il trattamento nella comunità dei pazienti affetti da schizofrenia, riducendo quindi i ricoveri ospedalieri.

Mentre negli anni passati l’obiettivo dello sviluppo di nuovi farmaci era quello di ridurre i sintomi positivi come le allucinazioni e i deliri, recentemente i ricercatori stanno lavorando per sviluppare farmaci antipsicotici che abbiano meno effetti collaterali e siano più efficaci sia sui sintomi positivi che su quelli negativi; questo aiuterebbe molto a migliorare la qualità della vita dei pazienti e avrebbe un impatto positivo sulla cura e sullo svolgimento di programmi di riabilitazione. I termini “nuovo” o “atipico” vengono utilizzati per far riferimento a questo gruppo di farmaci. Il tratto caratteristico dei nuovi antipsicotici è il minor rischio di indurre effetti collaterali neurologici. Inoltre, questi nuovi farmaci sembrano in grado di migliorare i sintomi negativi e alcuni deficit cognitivi legati alla malattia.

Interventi riabilitativi

La qualità della vita di molti pazienti affetti da psicosi cronica può essere migliorata dall’implementazione di programmi di intervento che favoriscano il recupero o l’acquisizione di abilità sociali e lavorative.

I programmi di riabilitazione psicosociale rappresentano attualmente un gruppo eterogeneo di terapie che spazia dalla terapia occupazionale a sofisticati interventi per il miglioramento delle abilità di comunicazione, di gestione dei conflitti interpersonali o di ricerca e mantenimento di un lavoro.

Molti programmi di riabilitazione psicosociale attualmente applicati prevedono che il paziente sia attento per un tempo protratto, che ricordi alcune istruzioni e che abbia la capacità di organizzare e pianificare la propria attività. Di fatto, nei pazienti psicotici cronici, in particolare in quelli affetti da schizofrenia, è stata mostrata la presenza di disfunzioni a carico dell’attenzione, della memoria e delle funzioni esecutive. E’ stato inoltre riscontrato che mentre i sintomi presentano solo una bassa correlazione con il grado di disabilità dei pazienti, i deficit neurocognitivi mostrano invece con esso una correlazione più elevata.

Tali considerazioni hanno stimolato l’inclusione, in via sperimentale, di specifici programmi di riabilitazione neurocognitiva per l’attenzione, la memoria e le funzioni esecutive nell’ambito degli interventi psicosociali più avanzati ed integrati.

A volte la persona che mostra sintomi psicotici non è disposta a recarsi dal medico per farsi curare. Forse crede che non ci sia nulla da preoccuparsi o spera che i sintomi spariscano spontaneamente da sé. Può anche darsi che sì preoccupi delle cure o di che cosa potrebbe pensare la gente.

Una maggior comprensione della psicosi ha portato allo sviluppo di nuovi tarmaci e di nuove terapie. Le persone che soffrono di psicosi generalmente vengono curate a casa e si recano regolarmente ad un ambulatorio della salute mentale. I servizi locali della salute mentale organizzano le visite domiciliari e nei casi in cui fosse necessario il ricovero ospedaliero, il paziente generalmente viene ricoverato soltanto per un breve periodo di tempo.

La psicosi è curabile come le altre malattie e la maggior parte dei malati sì rimette bene.

Terapia psicologica

Un importante aspetto della terapia sta nel poter parlare con qualcuno. Il metodo esatto potrebbe variare per soddisfare le esigenze individuali del paziente e la fase dell’episodio psicotico. Un individuo che si trova nella fase acuta di una psicosi potrebbe semplicemente voler sapere che c’è qualcuno che può capire la sua esperienza e che può rassicurarlo che si rimetterà. Col progredire della fase di ricupero , egli potrebbe chiedersi “perché questo è capitato proprio a me?” ed imparare mezzi pratici per prevenire l’insorgenza di altri simili episodi, per esempio come gestire lo stress e come riconoscere i segni premonitori di una crisi psicotica. La terapia psicologica può aver luogo su una base individuale o di gruppo.

Assistenza di carattere pratico

La terapia può anche coinvolgere assistenza nello svolgimento delle mansioni della vita quotidiana come ad esempio ritornare a scuola o al lavoro, organizzare un alloggio o procurarsi delle finanze.

Quando bisogna considerare il ricovero ospedaliero?

Le persone che soffrono di psicosi possono per la maggior parte vivere a casa con parenti ed amici purché vengano seguite regolarmente da professionisti specializzati della salute mentale. I giovani che soffrono per la prima volta di un episodio psicotico, se possibile, dovrebbero essere curati a domicilio per ridurre al minimo i disagi e l’angoscia.

I servizi domiciliari possono essere forniti dal servizio locale della salute mentale. Il “Crisis Assessment and Treatment Service/CAT (Servizio di Pronto Intervento della salute mentale) offre cure intensive di supporto 24 ore su 24 al paziente ed alla sua famiglia, e spesso fa parte dei servizi comunitari della salute mentale.

Tuttavia, certe volte, ci sono dei benefici nel trascorrere un periodo di tempo in ospedale prima di continuare le cure a domicilio. Il ricovero ospedaliero consente ai medici di osservare meglio i sintomi, di svolgere altre indagini e di iniziare la terapia. Talvolta il paziente stesso chiede di essere ricoverato in ospedale per riposare e per sentirsi al sicuro. Oggigiorno il ricovero ospedaliero avviene solamente nelle situazioni in cui i sintomi psicotici comportano un rischio per il paziente o per gli altri. Ad esempio il paziente potrebbe meditare seriamente il suicidio. In questi casi il ricovero ospedaliero consente di continuare la terapia e le visite di osservazione e fa sì che il paziente sia in un ambiente sicuro e privo di pericoli.

In certi casi il ricovero ospedaliero si deve organizzare contro la volontà del paziente su una base involontaria, perlomeno all’inizio. Tuttavia le cure domiciliari vengono riprese al più presto possibile.

Come si può coinvolgere il paziente?

Le persone che mostrano i primi segni della psicosi sono incoraggiate a coinvolgersi attivamente nelle proprie cure. È necessario che conoscano tutti gli aspetti della malattia, il processo di ricupero e che cosa possono fare per promuovere la guarigione. A volte ci sono anche dei problemi secondari che vanno risolti, per esempio come mettersi di pari passo con la scuola o col lavoro o come far fronte a stati depressivi 0 di tensione emotiva. È importante che il paziente conosca i propri diritti e faccia domande quando le cose non gli sono molto chiare.

E la guarigione?

I tempi della guarigione variano da una persona all’altra. Alcuni si rimettono velocemente con minimo intervento, mentre altri hanno bisogno di supporto più a lungo.

Per rimettersi dal primo episodio psicotico dì solito ci vogliono parecchi mesi di tempo. Se i sintomi continuano oppure ritornano un’altra volta il processo di ricupero potrebbe durare più a lungo. Alcuni vanno incontro ad un periodo difficile che potrebbe durare mesi o anche anni prima che le cose effettivamente si normalizzino. L’importante è tener presente che la psicosi è una malattia curabile.

Molte persone guariscono dalla psicosi e conducono una vita produttiva e piena di soddisfazioni.

La Schizofrenia e gli altri Disturbi Psicotici sono così inquadrati dal DSM-IV-TR:

I disturbi inclusi in questa sezione comprendono la Schizofrenia, il Disturbo Schizofreniforme , il Disturbo Schizoaffettivo, il Disturbo Delirante, il Disturbo Psicotico Breve, il Disturbo Psicotico Condiviso, il Disturbo Psicotico Dovuto a Condizione Medica Generale , il Disturbo Psicotico Indotto da Sostanze ed il Disturbo Psicotico Non Altrimenti Specificato .

Questi disturbi sono stati raggruppati insieme per facilitare la diagnosi differenziale di disturbi che includono i sintomi psicotici come un aspetto preminente del loro quadro rispetto ad altri disturbi in cui i sintomi psicotici non sono preminenti.

Il termine psicotico ha ricevuto storicamente una quantità di definizioni differenti. La definizione più ristretta è limitata ai deliri o alle allucinazioni rilevanti di cui il soggetto non è consapevole della loro natura patologica; una, meno restrittiva, include anche le allucinazioni rilevanti che il soggetto riconosce come esperienze allucinatorie; ancora più ampia è una definizione che include pure altri sintomi positivi della Schizofrenia (linguaggio disorganizzato, comportamento grossolanamente disorganizzato o catatonico). In questa sede si intende riferito alla presenza di determinati sintomi variabili nelle diverse categorie diagnostiche.

I disturbi inclusi in questa sezione sono:

La Schizofrenia, un disturbo che dura almeno 6 mesi e implica almeno un mese di sintomi della fase attiva. Include i sottotipi della Schizofrenia (Paranoide, Disorganizzata, Catatonica, Indifferenziata e Residua).

Il Disturbo Schizofreniforme, caratterizzato da un quadro sintomatologico equivalente a quello della Schizofrenia eccetto che per la sua durata e per l’assenza del deterioramento del funzionamento.

Il Disturbo Schizoaffettivo, un disturbo nel quale un episodio di alterazione dell’umore e i sintomi della fase attiva della Schizofrenia ricorrono assieme e sono preceduti o seguiti da almeno due settimane di deliri o allucinazioni senza rilevanti sintomi della sfera affettiva.

 Il Disturbo Delirante, caratterizzato da almeno un mese di deliri non bizzarri in assenza di altri sintomi della fase attiva della Schizofrenia.

Il Disturbo Psicotico Breve, un disturbo che dura più di un giorno e che si risolve entro un mese.

Il Disturbo Psicotico Condiviso, caratterizzato dalla presenza di un delirio in un soggetto che viene influenzato da qualcun altro con un delirio stabilizzato di contenuto simile.

Nel Disturbo Psicotico Dovuto a una Condizione Medica Generale, si valuta che i sintomi psicotici siano una conseguenza fisiologica diretta di una condizione medica generale.

Nel Disturbo Psicotico Indotto da Sostanze, si valuta che i sintomi psicotici siano una conseguenza fisiologica diretta di una sostanza d’abuso, di un farmaco, o dell’esposizione a una tossina.

Il Disturbo Psicotico Non Altrimenti Specificato viene incluso per classificare quadri psicotici che non soddisfano i criteri per alcuno dei Disturbi Psicotici specifici definiti in questa sezione, o per definire una sintomatologia psicotica a riguardo della quale si possiedono informazioni inadeguate o contraddittorie.